L’esplorazione inversa

Su tutto questo ho avuto modo di riflettere e di trovare delle conferme durante la nostra traversata. Ora è meraviglioso scoprire che al termine dell’avventura ci troviamo ad aver compiuto una vera e propria “esplorazione inversa”: non abbiamo dato un nome a montagne sconosciute, ma l’abbiamo tolto a montagne che ce l’avevano già; non abbiamo cancellato l’ultima “macchia bianca” dalle mappe, ma ne abbiamo ricreata una dove si credeva che non ce ne fossero più; non abbiamo fatto una “prima”, ma abbiamo mostrato come chiunque dopo di noi potrà inoltrarsi tra quelle stesse montagne, e viverle di nuovo come se nessuno le avesse viste prima.
Si tratta di un vero atteggiamento di scoperta? Se constatiamo dove ci ha portati l’esplorazione detta “assoluta”, quella di conquista esaltata fino a oggi, e cioè al consumo irresponsabile di ogni risorsa svelata e raggiunta, tanto da mettere in forse il futuro della vita sulla terra, dobbiamo ammettere che sono stati esplorati e compresi solo aspetti esteriori e parziali del mondo. Di fronte a questa riflessione, esiste un sapere “assoluto”, racchiuso in qualche archivio delle scoperte dell’umanità e capace di irradiarsi nel mondo con efficacia, nonostante la sua trasmissione avvenga in forma teorica? O in definitiva conta davvero solo il sapere vissuto, e tenuto vivo in ogni persona? Quale esplorazione della realtà è più rilevante per la nostra esistenza, quella fatta di dati che si accumulano presso élite scientifiche e decisionali specializzate, o lo sforzo individuale di comprendere la rete di relazioni in cui ciascuno è immerso?
Non so se ci siano risposte univoche; ma l’esperienza dei territori selvaggi e delle montagne mi ha dato comunque una convinzione: che a volte è utile fare tabula rasa degli sguardi necessariamente parziali di chi ci ha preceduto. Restituendo fiducia alla nostra semplice sensibilità scopriamo che le possibilità di esplorare si moltiplicano per quanti sono gli esseri umani desiderosi di cogliere nella realtà ciò che la consuetudine ci nasconde. Ed è una cosa che si può fare solo con scelte personali.

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