Erica e neve nel vento, il nostro libero vagare in Scozia

Chi ha scoperto la dimensione dell’incertezza, non dentro la contraddittoria società umana, ma nella vastità della natura, che parla un linguaggio sincero e non intaccabile dalle nostre piccolezze, ha sempre nostalgia di spazi in cui potrebbe perdersi, per ascoltare di nuovo, nel dubbio, risposte silenziose e invisibili che indicano misteriosamente la via. Una rassicurazione per la nostra esistenza.

Nello scorso mese di aprile, nonostante il poco tempo disponibile, ho realizzato un piccolo sogno che attendeva da tempo, condividendo con l’amico Davide Ferro, gestore del rifugio Campogrosso sulle Piccole Dolomiti e già compagno in Lapponia d’inverno e in Perù, la traversata a piedi delle Grampian Mountains in Scozia. 13 giorni intensissimi per aspre brughiere, creste e calotte nevose corse da venti oceanici, vallate solitarie dove serpeggiano torrenti color whiskey. Da Stonehaven, costa Est, a Fort William, costa Ovest, per circa 300 km di vagabondaggio.

Non molti sono al corrente di quanto selvatiche e disabitate siano certe aree montuose settentrionali della Gran Bretagna: vastità senza esseri umani che sulle Alpi o sugli Appennini sono inconcepibili. Dopo decenni di battaglie per il diritto di camminare, la Scozia si è dotata di un ordinamento che garantisce la possibilità di muoversi e bivaccare in questi austeri e sorprendenti spazi, prendendosi la responsabilità personale delle proprie scelte: lo Scottish Outdoor Access Code (outdooraccess-scotland.com). Qui, come in Scandinavia, troviamo le condizioni ideali per rimetterci in relazione autentica con la grande natura e il suo divenire, senza bisogno di viaggi esotici e dispendiosi: dipende da noi. Davide e io abbiamo lasciato che l’avventura dipendesse da poche e semplici scelte: niente cartine, niente strumenti per l’orientamento, niente rete e cellulari, pochissime informazioni sulla geografia. Solo procedere verso ovest sulle montagne, guidati dal sole, dal vento, dall’emergere di alcuni gruppi imponenti come i Cairngorms e dall’andamento delle grandi valli scozzesi, che riuscivo semplicemente a rivedere sul palmo della mia mano in quanto coincidenti con l’intreccio delle linee della pelle.

Per chi volesse approcciare questa dimensione di esplorare e orientarsi, ottima occasione il seminario “Diventare esploratori” organizzato da SloWays e Movimentolento al rifugio Andirivieni a Sala Biellese (Piemonte) e tenuto da Franco Michieli, dalla serata di venerdì 13 maggio al pomeriggio di domenica 15. Info su

http://www.sloways.eu/tours/diventare-esploratori-con-il-grande-geografo-franco-michieli/ oppure http://www.movimentolento.it/it/resource/news/ritornano-gli-appuntamenti-lenti-franco-michieli/

 

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